Per capire se la propria impresa supera 10 o 85 terajoule non basta guardare una sola bolletta elettrica. La soglia si calcola sul consumo energetico medio dei tre anni precedenti, considerando insieme tutti i vettori energetici.
Che cosa prevedono le soglie della direttiva EED
L’articolo 11 della direttiva (UE) 2023/1791 distingue due fasce. Le imprese con consumo medio annuo superiore a 10 TJ nei tre anni precedenti devono effettuare un audit energetico almeno ogni quattro anni, salvo che abbiano un sistema di gestione dell’energia conforme ai requisiti previsti.
Per le imprese con consumo medio annuo superiore a 85 TJ è previsto un sistema di gestione dell’energia certificato. Le soglie riguardano il consumo totale, sommando i vettori energetici pertinenti: elettricità, gas, combustibili e altri consumi energetici dell’impresa.
- 10 TJ corrispondono a circa 2,78 GWh.
- 85 TJ corrispondono a circa 23,61 GWh.
- Il calcolo usa la media annua dei tre anni precedenti, non un singolo mese o una sola fornitura.
Le scadenze europee indicate dall’articolo 11
La direttiva doveva essere recepita dagli Stati membri entro l’11 ottobre 2025. Le linee guida della Commissione interpretano la prima scadenza per l’audit delle imprese oltre 10 TJ come 11 ottobre 2026 e il termine per mettere in atto un sistema di gestione per le imprese oltre 85 TJ come 11 ottobre 2027.
Queste date derivano dal calendario europeo di recepimento e attuazione. Per le imprese in Italia va verificato anche il testo nazionale vigente, le disposizioni di attuazione e gli eventuali aggiornamenti: non è prudente affidarsi soltanto a un riepilogo generale o assumere che una procedura d’infrazione abbia lo stesso effetto di una norma tecnica direttamente applicabile.
Come stimare se l’azienda supera 10 TJ
Raccogliere almeno tre anni di dati normalizzati, con unità di misura e periodi coerenti, è il primo passaggio. Occorre includere tutti i vettori energetici e chiarire il perimetro dell’impresa e dei siti considerati secondo le regole nazionali applicabili.
Una volta calcolata la media, l’azienda può verificare se ricade nella fascia oltre 10 TJ o oltre 85 TJ e scegliere il percorso appropriato: audit quadriennale oppure sistema di gestione certificato, tenendo conto delle eventuali esenzioni e della legislazione italiana in vigore.
Dalla soglia al piano di miglioramento
La diagnosi non dovrebbe fermarsi alla verifica dell’obbligo. Un inventario dei consumi per sito e processo aiuta a identificare sprechi, interventi prioritari, risparmi attesi e indicatori di risultato. Un sistema ISO 50001 può integrare queste attività in un ciclo continuativo di monitoraggio e miglioramento.
Prima di definire il calendario, confrontare i dati energetici con i requisiti nazionali aggiornati e coinvolgere un professionista qualificato. La pagina Energia illustra i servizi di diagnosi, monitoraggio e gestione dell’energia.
Esempio di calcolo sui consumi di tre anni
Supponiamo che un’impresa registri consumi complessivi di 2,60 GWh nel primo anno, 2,90 GWh nel secondo e 3,10 GWh nel terzo. La media è (2,60 + 2,90 + 3,10) / 3 = 2,87 GWh all’anno. Poiché 1 TJ equivale a circa 277,78 MWh, 2,87 GWh corrispondono a circa 10,32 TJ: nell’esempio la media supera quindi la soglia di 10 TJ.
Il calcolo è illustrativo: i dati devono essere completi, riferiti al perimetro corretto e convertiti con fattori coerenti con le indicazioni applicabili. Un’impresa molto vicina alla soglia dovrebbe verificare le conversioni, i dati mancanti e il trattamento delle diverse fonti prima di decidere se rientra nell’obbligo.
- Convertire tutti i vettori in un’unità comune prima di sommarli.
- Calcolare la media dei tre anni, non la somma triennale.
- Confrontare il risultato con “superiore a 10 TJ” o “superiore a 85 TJ”.
Quali dati raccogliere prima della valutazione
Preparare una tabella annuale per elettricità, gas, combustibili e altri vettori energetici aiuta a individuare subito lacune o doppie contabilizzazioni. Per ogni voce registrate unità, periodo coperto, fonte del dato, sito e criterio di conversione. Le fatture sono un punto di partenza, ma possono dover essere integrate da misure interne o da dati di produzione.
Una volta verificata la soglia, l’audit deve fornire una fotografia utile dei consumi e delle opportunità di risparmio, mentre un sistema di gestione dell’energia richiede responsabilità, obiettivi, monitoraggio e riesame nel tempo. Non sono adempimenti intercambiabili in ogni situazione: la scelta dipende dalla fascia di consumo e dalle condizioni previste dalla norma.
